
romanzo
(Guarda il gatto con gli occhi chiusi ã Copyright by Maura Tesconi 2000. By Pilgrim Edizioni
2009.
Tutti
i diritti riservati.)
Guarda il gatto con gli occhi chiusi
è
un’avvincente narrativa intrisa di giallo e mistero, prodotta da
Pilgrim Edizioni ben dieci anni dopo la sua
stesura.
Con
essa, la Casa Editrice inizia una segnalazione per il Lettore,
relativa
alle letture consigliate ad un pubblico adulto.
Scozia, 1332.
Un castello
scuro nelle Highlands, un matrimonio forzato,
un prigioniero
nella torre, un gatto, un vecchio adagio, una serie di delitti...
Una
ricostruzione storica intrigante e la mano inconfondibile dell’Autrice,
a cornice di un’appassionante
vicenda giallo-sentimentale, dove mistero e dubbio
evocano spirali di
psicologiche tensioni.
Tra scampati
monaci templari, antichi bastimenti, curiosi dolcetti,
bizzarri intrighi e
poesia, un’entusiasmante avventura dal profumo
di rosa
che riesce a
portarci tutto il dramma e la riflessione sul tema della prigionia.
A dieci anni
dalla sua stesura, il romanzo che,
lontano dal
filone fantasy dell’Autrice,
fondatrice della Casa Editrice,
intriso dei canoni
Pilgrim ne segnava già la venuta.
160
pagg.
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Scozia,
XIV secolo. Dark Castle, Highlands.
Gabriel Campbell, duca
di Abercon, scapolo dai gusti difficili, riceve
l’ordine da re David II Bruce
di
sposare Ariane dell’orgoglioso clan Douglas.
L’ideale per Gabriel era
quello di una ragazza selvaggia, fresca e pulita,
“una ragazza che
odorasse di pioggia: sulle labbra, sulla pelle e fra i capelli.”
Respirare
tra le braccia il profumo della primavera, “respirare aria di rose”.
Desiderava un amore
d’infinito ardore, di gioie, di abbracci tiepidi e invitanti,
una
donna per la quale vendere la propria anima e scontrarsi col diavolo.
Ariane incarna
perfettamente questo ideale, e il legame imposto dal re ha subito sentore di rosa vellutata,
turgida
e passionale.
Un omicidio al Castello
Scuro ostacola però quella che avrebbe dovuto essere la loro luna di miele...
La storia d’amore
s’intreccia al giallo contro uno scenario storico sapientemente ricostruito,
ed
esula dalla vena fantasy
dell’Autrice.
Guarda il gatto con gli occhi chiusi
riflette una visione ciclica dell’esistenza,
in
cui tutto si alterna periodicamente e nulla scompare per sempre: il buio e la
luce, l’inverno e l’estate,
la
vita e la morte sono elementi inseparabili dell’esistenza umana e quindi in
intima comunicazione.
Dark Castle,
Castello Scuro, Duncan selvaggio e guerriero scuro
sono
concetti che si alternano ai nomi angelici: Gabriel, Raphael,
Michael...
Maura Tesconi ci porta ad un dubbio
essenziale: ci avverte che il bene può essere male e viceversa,
che
l’identità di un individuo può perdersi nel suo contrario…
che il colpevole spesso può essere vittima…
Ma c’è un’altra componente da tenere in considerazione,
più
forte e più oscura: il senso di mistero che accompagna la vita a Dark Castle.
La logica, il criterio
non sono mai stati sufficienti a soddisfare l’animo umano, che richiede di
andare oltre,
in
una dimensione in cui le regole del reale possono cambiare e tutto accade e può
accadere.
Il mistero ci spinge
oltre, ci incuriosisce, ci pone di fronte all’ignoto.
Proviamo a guardare il
mondo “con gli occhi chiusi”,
senza
lasciarci trasportare dalle apparenze! solo così
riusciremo a vedere con il cuore e a percepire
il
fulcro luminoso delle cose che riteniamo nemiche, trovando “il cuore chiaro
delle cose scure”.
Temi cari alla
tradizione celtica, come l’eroismo, la malinconia dei sentimenti,
la
conoscenza arcana patrimonio di druidi e bardi, il rapporto con il sacrificio.
E l’amore, ricco di eroismo latente…
Padre Hallwick
non è una sorta di druido? Un sapiente, un saggio, un veggente che consiglia, alleato prezioso del duca?
La figura del druido è intimamente legata a quella del bardo,
depositario del primo livello di conoscenza,
il
quale detiene un’arte magica e potente: attraverso la musica può esercitare
incantesimi.
Esso diventerà non a caso l’immagine simbolo del Premio
Editoriale Pellegrini dell’Anima della casa editrice Pilgrim.
E ancora il viaggio… Il viaggio del
duca che scappa o torna nel suo passato,
il
viaggio tra Dingwall, il Glen Mor, il Ness, Aberdeen,
Edimburgo;
un
continuo cammino, un continuo spostarsi da un luogo all’altro, da un regno
all’altro, da un mondo all’altro.
L’obiettivo vero del viaggio diviene allora il viaggio stesso,
simbolo del percorso interiore di maturazione,
iniziazione
e anche espiazione del duca e di Ariane.
Lo stesso viaggio del Pellegrino Pilgrim che qui, in quest’opera
scritta dall’Autrice prima che la Pilgrim fosse realtà,
in
una narrativa lontana da cenni fantastici e iniziatici, più che mai “abbandona
dispersivi sentieri
chiassosi
e s’inerpica nel difficile cammino del Sé”.
Elisabetta Lozano - 2010
L’ A n g o l o d e l l a L e t t u r a
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unica titoli Pilgrim:
S. E. A. – Servizi Editoriali Avanzati
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Ultimo aggiornamento pagina
28 aprile 2012
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