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Rassegna Stampa

 

… Recensioni e Corrispondenza…

 

 

 

 

“... Nei contenuti poetici-letterari s’intuiscono un senso d’abbandono

e il risveglio di un’anima che ama fortemente la vita...”

Luciano Nicoli – direttore Galleria La Ruota, Carrara 1984.

 

“... Una pagina che appare ricca, vibrante, appassionata, viva e pulsante

come non mai.”

Giuria del Premio “Primavera Strianese”, Striano (NA)1985.

 

“... La Tesconi cerca spazio in un’istanza spirituale...” Gli Artisti del Giorno, Chiusa Pesio (CU)1986.

 

“... Qualcosa come una soluzione mistica attraverso il sapere...

La qualità della scrittura (Il Vaso di Pandora) è molto alta...” Sergio Vanello, 1992.

 

 

“... Un racconto dal buon ritmo (La collina di sambuchi) che allontana tentazioni mistiche, dichiarandosi come una favola educata.” Storie, Roma 1994.

 

“... Un dialogo velato di mistero (Sera di ottobre) ma dai contenuti precisi, reso dall’autrice con una capacità di sintesi che non ne intacca la chiarezza di significato...”

Storie, Roma 1994.

 

 

“Abbiamo apprezzato il suo testo (Viaggio a Free Ree) per l’abilità nella sua costruzione

e nella gestione di materiali diversi, per la buona individuazione dei personaggi,

per la limpidezza del disegno complessivo,

tutte caratteristiche di fondamentale importanza per la buona riuscita di un romanzo fantasy.”

Agenzia Letteraria Studio Nabu, Firenze 2000.

 

 

“... Silenzio a Luna Verde è una raccolta di ricordi e sensazioni, cui l’autrice ha voluto dare un’impostazione assolutamente anomala,

rispetto ai vari filoni narrativi caratteristici di questi ultimi anni.

Infatti, non ci sono violenza, scene cruente o cattivo gusto nelle pagine di Maura Tesconi...” Alessandra Poggi, “La Luna Verde di Maura Tesconi”,

Il Tirreno, Carrara 2002.

 

“... Di simbologia del resto si nutre questo romanzo, lieve come una folata di brezza marina...

Il tutto s’intreccia con il cerchio della magia e delle fate, in una danza leggera del bene contro il male,

senza paure né terrore, con toni gentili e sognati dove nemmeno i combattimenti tra Bene e Male,

tra Amore e Fato, tra Eros e Thanatos hanno toni d’angoscia;

e si risolvono nel dolce torpore delle estati isolane al profumo delle ginestre.”

Antonio Fulvi, “Silenzio a Luna Verde”, La gazzetta marittima, Livorno 2002.

 

 

“Per chi ama le fiabe, per chi palpita ai profumi delle nostre isole livornesi, per chi aspira

ad un angolo di pace e un soffio di sogno...”

Antonio Fulvi, “Tesconi: un romanzo per chi ama le nostre isole”

(Silenzio a Luna Verde), La Nazione, Livorno 2002.

 

 

“... Si tratta di una fantasia bellissima e incredibile, fatta della materia di cui sono fatti i sogni... Forse vuole insegnarci a credere, prima d’ogni altra cosa, alla grande forza della natura.” Antonio Fulvi, “Silenzio a Luna Verde”, Trentagiorni, Livorno 2002.

 

“... La compagine narrativa di Silenzio a Luna Verde non presenta la complessità che invece caratterizza la Trilogia di Harm, ma dimostra – dal punto di vista compositivo – una maturità che rende questa un’opera breve ma intensa. Di quelle, insomma, che lasciano nella mente immagini che non si dimenticano... Ha innegabilmente una funzione comunicativa... Lo stile narrativo è di tipo classico con qualche piacevole ricercatezza. Per inciso, si può dire che rispetto a certe mode, la Tesconi è quasi controcorrente proprio per il classicismo che emerge dal suo stile. Il lessico è vario e frequentemente l’autrice introduce immagini ben congegnate e proprio per questo incisive. Il racconto si snoda attraverso un ben dosato montaggio di diversi inserti narrativi e linguistici, e spesso il livello letterale e quello metaforico si fondono. La successione cronologica degli avvenimenti presenta una sua originalità... Le cose e la natura diventano funzionali alla descrizione della condizione interiore della protagonista. Un elemento di fondamentale importanza nel romanzo è il recupero della strategia del racconto nel racconto, che si concretizza nelle immagini cui la protagonista ritorna con la memoria... All’autrice va il merito di dare al lettore il modo di trovarsi inaspettatamente a riflettere, mentre magari pensava di lasciarsi andare ad una breve evasione... L’intera storia appare giocata sul sottile filo che separa il sogno dalla realtà, in un intreccio articolato. La vicenda si snoda in sequenze, che abilmente l’autrice rende affascinanti, correlandole strettamente con la magica atmosfera dei luoghi descritti. E il lettore ha sempre la sensazione che dietro ad ogni avvenimento si sospetti il mistero, l’inafferrabile. Il finale è per certi versi imprevedibile, soprattutto per la modalità con cui si realizza: una modalità che è strettamente collegata con il percorso iniziatico lungo il quale la scrittrice ci conduce fin dall’inizio del romanzo...”

Maria Fantacci - pubblicista, Pisa 2003.

 

 

“... Romanzi variamente ricchi di fascino...”

(Il Fuoco Freddo di Harm, Silenzio a Luna Verde, Guarda il gatto con gli occhi chiusi)

Elvira Sellerio, Sellerio Editore, Palermo 2003.

 

 

 

“… I romanzi di Maura Tesconi hanno vari livelli di lettura: il primo e più immediato è quello prettamente narrativo, che consente al lettore di seguire la vicenda, immedesimarsi nei personaggi e lasciarsi trascinare dalla storia… Nelle sue opere si possono rinvenire tutte le peculiarità del racconto iniziatico… In ogni testo letterario esiste una forza che va al di là di quella legata alla immediata comunicabilità… I personaggi che popolano il mondo letterario (Il Fuoco Freddo di Harm) di Maura Tesconi sono affascinanti, stupefacenti e fuori dal comune. Tuttavia vi si trovano anche mostri, creature fantastiche e talora addirittura demoniache. Indubbiamente tutto ciò dimostra la fervida immaginazione dell’autrice, la quale comunque inserisce queste figure in un contesto creato appositamente per veicolare il discorso più vasto che lei stessa ci propone. Quanto di fantastico è presente in questo romanzo costituisce una sorta di sfida alla nostra concezione del reale… Pian piano l’autrice insinua nella mente del lettore un dubbio essenziale: ci avverte che il bene può essere male e viceversa, che l’identità di un individuo può perdersi nel suo contrario… che il colpevole spesso può essere vittima… La tecnica espressiva utilizzata è tra le più adatte a parlare direttamente ai lettori sul piano metaforico ed allegorico… Sembra che tutto proceda alla rovescia rispetto alla logica razionale cui siamo abituati. Perfino il tempo è scandito diversamente… Il fantastico – sembra suggerirci la scrittrice – non ha solo una funzione evasiva nei confronti dei problemi quotidiani, ma costituisce un’offerta di valori, la ricerca di una crescita interiore, intellettuale, morale e spirituale. Ci rivela un mondo più nobile e sereno ed è in grado d’infondere, nel fruitore, il senso dell’impegno, della responsabilità di ciascuno di noi nella costruzione di questo mondo ideale che tutti, coscientemente o meno, desideriamo e sogniamo.

Maria Fantacci - pubblicista, Pisa 2004.

 

 

 

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23 novembre 2007